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Significato di bio: tutto quello che c’è da sapere

Il termine bio è l’abbreviazione di “biologico”, il metodo di coltivazione caratterizzato dall’impiego esclusivo – anziché di fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi – di concimi organici e, come pesticidi, di preparazioni naturali (decotti e macerati di erbe appropriate, alghe e minerali polverizzati, ecc.), nonché di predatori naturali (microrganismi, insetti, uccelli) dei funghi, batteri e insetti che provocano malattie nelle piante. In pochissime parole, ecco cosa significa biologico.

Il concetto di bio può essere compreso dal confronto tra l’agricoltura biologica e quella tradizionale: la differenza sostanziale che intercorre tra le due non è di natura quantitativa, ma soprattutto qualitativa ed etica. I prodotti biologici utilizzano infatti mezzi fitobiologici, che sono di origine organica naturale al 100%.

Il termine biologico viene applicato anche all’allevamento, e soprattutto alla pesca. Per quanto riguarda il primo aspetto, gli animali vengono alimentati rispettando il loro fabbisogno ed esclusivamente con prodotti di origine vegetale, anch’essi ottenuti da produzioni biologiche, auspicabilmente a Km 0.

Così come allevamento e agricoltura, anche la pesca può acquisire denominazione di pesca biologica. Anche in questo caso, organismi preposti hanno stabilito stringenti parametri di allevamento e rispetto dei cicli naturali.

Tra i nostri scaffali troverete una vasta gamma di prodotti Biologici certificati, ed è per questo che abbiamo deciso di offrirvi un articolo che parli di tutti gli aspetti tecnici e dei benefici che contraddistinguono questa tipologia di prodotti.

La scelta del bio

Le ragioni che spingono ad acquistare e consumare alimenti di natura biologica sono numerose, tra cui:
I prodotti bio garantiscono la provenienza delle materie prime che, spesso, tutelano allo stesso tempo anche le piccole realtà agricole.
I prodotti biologici vanno incontro a maturazione naturale: dal momento che il biologico non è sottoposto a processi di maturazione forzata attraverso l’utilizzo di fertilizzanti aggressivi (o nel caso dell’allevamento tramite lo sfruttamento intensivo negli stabilimenti), non espone l’organismo di chi lo consuma a tossine e sostanze nocive.
Favorisce la biodiversità: la varietà è fondamentale per la salvaguardia del pianeta. Al contrario, il cibo geneticamente modificato oppure le coltivazioni tradizionali, prediligono la monocoltura.
I prodotti di origine biologica sono ecosostenibili. Proteggere l’ambiente e chi lo popola deve essere una priorità per tutti.

Ecco cosa vuol dire biologico: vuol dire fare una scelta consapevole e sostenibile, che fa bene al nostro organismo, ma anche al Pianeta che ci ospita.

Tecniche di agricoltura biologica

Comprendere al meglio il mondo bio e il suo significato, vuol dire conoscere i sistemi che sono alla base della produzione biologica. Non prevedendo l’utilizzo di sostanze chimiche e OGM, questo tipo di agricoltura adotta tecniche di fertilizzazione dei terreni e protezione dei campi completamente sostenibili. In particolare, tra i fertilizzanti naturali è previsto l’uso di composti organici, come ad esempio il compost, oltre a sostanze minerali e alla semina di trifoglio e favino.

L’agricoltura biologica ricorre ad alcune strategie pratiche per selezionare le varietà più resistenti e arginare la diffusione di epidemie e parassiti in maniera del tutto naturale. Le principali sono:

  • Rotazione delle colture: si tratta di una delle tecniche agricole più antiche che prevede l’alternanza, in un arco di tempo che può variare tra i 2 e i 4 anni, di diverse specie di piante sul medesimo terreno. Questo metodo, che non prevede lo sfruttamento intensivo delle risorse minerali della terra, è efficace soprattutto per la salvaguardia della fertilità del terreno.
  • Arricchimento della biodiversità: per nutrire al meglio il terreno e favorire la proliferazione della fauna, vengono piantati, intorno al campo, alberi e arbusti.
  • Consociazione: questa tecnica prevede la coltivazione di specie di piante diverse sul medesimo terreno. Spesso si prediligono le varietà resistenti a diverse forme di parassiti, di modo che possano “proteggersi” a vicenda.

Cosa si intende per allevamento bio

Per spiegare al meglio il concetto di biologico e cosa significa, è importante parlare anche di allevamento bio. Il primo criterio che distingue un allevamento biologico da uno intensivo è il rispetto per la specie, un’attenzione maggiore verso il benessere dell’animale e della sua alimentazione.
Grazie all’attenzione di queste regole, agli animali è garantito non solo spazio necessario per muoversi in completa libertà, ma anche mangimi che contengono almeno il 95% di ingredienti provenienti da agricoltura biologica.
In secondo luogo, un allevamento bio deve operare nel pieno rispetto dell’etologia e della fisiologia di ogni specie. Questi criteri comportano non solo la messa al bando di tutte quelle tecniche di fecondazione assistita e controllo ormonale, che regolano i cicli riproduttivi del bestiame negli allevamenti intensivi, ma anche l’eliminazione di tutti i fattori di stress per l’animale che potrebbero portare - in altre circostanze - al loro precoce abbattimento.

Come riconoscere prodotti bio

L’acquisto del prodotto biologico non è sicuramente facile nella giungla dei supermercati: per aiutarvi nella scelta, potrete ricorrere sicuramente all’etichetta che ne attesta tutte le caratteristiche.

Cosa deve contenere l’etichetta di un prodotto biologico?
Deve essere assolutamente riportato il nome dell’ultimo operatore che ha maneggiato il prodotto che state per acquistare. Potrete quindi trovare indicato il nome dell’azienda o del produttore (anche attraverso il proprio logo) che si è occupato di confezionare l’alimento in questione. Qualora non si tratti di un prodotto confezionato, potrete richiedere al rivenditore la certificazione di produzione biologica.
Nome del prodotto accompagnato dal metodo di produzione biologico utilizzato.
Ingredienti utilizzati che devono essere per almeno il 95% del peso del prodotto di natura biologica.
Il numero di codice è forse l’elemento più importante dell’intera etichetta: è infatti una sorta di identikit dell’alimento che volete acquistare. Questa sequenza numerica inizia usualmente con una sigla del paese (ad esempio “IT”) e prosegue con il codice dell’organismo di controllo, il codice del produttore e - a volte - il codice del prodotto.
Non può mancare il logo europeo per gli alimenti biologici, con la foglia sullo sfondo verde.

È importante, quindi sapere leggere l’etichetta del prodotto biologico: il significato qui è quello di sapersi destreggiare tra i tanti alimenti che dicono di esserlo, ma poi alla fine non lo sono.

Certificazione biologica

Ottenere la certificazione biologica non è semplice, dal momento che questa attesta come almeno il 95% degli ingredienti contenuti nel prodotto siano frutto di un’agricoltura senza pesticidi o di un allevamento non intensivo.

L’iter da seguire è lungo: gli allevatori e coltivatori bio dovranno attenersi in maniera ferrea al regolamento biologico. Saranno, infatti, sottoposti a numerosi sopralluoghi da parte degli enti preposti nominati dal MIPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) prima di avere la certificazione. Gli organi di controllo dovranno accertare il corretto utilizzo di prodotti che rispettino i protocolli.

Ora che avete un quadro completo sul significato di bio, è bene inziare un nuovo stile di vita nel pieno rispetto del Pianeta e della sua biodiversità.