Foto ricette primi piatti: paella

PAELLA: LA RICETTA SPAGNOLA

La paella è uno dei primi piatti della tradizione iberica più conosciuto, nato a Valencia dalla fantasia popolare contadina. Più che di un piatto prelibato, si tratta di una ricetta dall'origine umile, nata in un contesto di incontro in cui condividere il pasto era la norma.

Descrizione

Il piatto nasce come un compendio di diversi ingredienti in base alla disposizione del momento, dal riso all'anatra, dal coniglio ai fagiolini, e poi ancora il pomodoro, lo zafferano, ecc...

La paella valenciana è la versione di paella che potremmo definire originale, con la sua mescolanza di carne bianca (pollo e coniglio), molluschi (totani, cozze, calamari, seppie), crostacei (gamberoni) e verdure come peperoni, fagiolini, ecc...

Nella nostra ricetta ci occuperemo di una delle tante varianti della paella, quella ai frutti di mare, che si presenta come delicata al palato, ma allo stesso tempo davvero deliziosa.

Insomma avrete capito che qualsiasi tipo di paella decidiate di realizzare, si tratta comunque di un piatto ricchissimo, ottimo da condividere con gli amici, ideale per le cene in cui si è in tanti.

Per quanto riguarda la difficoltà, questa si pone a un livello medio e consiste nel fatto che le varie fasi di cottura richiedono un'attenzione particolare.

La Paella, infatti, deve essere cotta a puntino e deve presentare la tipica crosticina nella parte di riso che è a contatto con la paellera.

Ingredienti per 4 persone

Preparazione

  1. tagliate i calamari e le seppie a cubetti o strisce e poi soffriggeteli
  2. saltate in una padella con l'olio scampi e gamberi per 1 min
  3. unite il sugo e l'aglio
  4. aggiungete i peperoni dolci e amalgamate il tutto
  5. unite il riso e il brodo
  6. aggiungete lo zafferano e tutto ciò che avete cotto finora
  7. servite la paella calda

Tagliate i calamari le seppie a cubetti o a striscioline larghe circa 2 cm. Riscaldate l'olio nella paellera (o in alternativa nella padella) e quando è pronto saltate scampi e gamberi per un minuto. Una volta tolti dal fuoco, lasciateli da parte al caldo. Mettete nell'olio a soffriggere la seppia e i calamari e lasciateli fino alla doratura.

A questo punto, unite il sugo di pomodoro pronto e l'aglio triturato. Se preferite potete mettere lo spicchio d'aglio intero e poi toglierlo a fine cottura. Aggiungete a questo punto i peperoni dolci tagliati a listarelle e amalgamate il tutto.

Unite, dunque, il riso e il brodo caldo (deve coprire il riso). Fate cuocere a fuoco vivo. Dopo circa 10 minuti di cottura, unite lo zafferano che avrete prima diluito in un po' di brodo caldo. Unite a questo punto anche gamberi, scampi e gamberetti.

Lasciate cuocere per altri 5 minuti, fino almeno alla completa evaporazione del brodo. Servite la paella ancora calda.

Consigli e curiosità

È possibile aggiungere al soffritto mezza cipolla tritata.

Potete decidere di aggiungere il peperoncino a metà cottura se preferite un gusto piccante e forte. In caso contrario mettetelo poco prima di togliere via la paella dal fuoco.

Non ci sono limiti alla fantasia e potete usare la paella come piatto svuota-frigo, aggiungendo anche altri tipi di pesce e crostacei, come vongole, pesce spada, cozze ecc…

Alcuni si chiederanno quale tipo di riso utilizzare. A voi la scelta: il riso integrale rende il piatto più leggero, quello arborio è la variante classica.

Se siete amanti dei sapori forti potete aggiungere ½ bicchiere di vino in fase di cottura. In questo caso forse è meglio sceglierne uno bianco. Se provate la versione con la carne, allora potete azzardare anche con un rosso.

Se lo preferite, provate a inserire un tocco di verde: qualche fagiolino o semplicemente un po' di erba cipollina e il gioco è fatto!

Alla fine del XIX secolo la paella iniziò ad essere presente anche nei menù delle osterie, da dove poi si diffuse in tutta la Spagna. Grazie al massiccio afflusso di turisti, la paella è diventata uno di piatti più imitati nel mondo, un simbolo vero e proprio della Spagna.

Il nome paella non è per nulla casuale. Deriva dalla parola latina patella, da cui poi è derivato anche il termine italiano padella. La paella non indicava altro che una padella in ferro larga e poco profonda con due manici. Il piatto, dunque, prende il suo nome dallo strumento con cui viene realizzato, ovvero questa padella, oggi chiamata paellera adatta alla cottura di questo piatto.

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