Alimentazione sostenibile: cosa è?

Alimentazione sostenibile: i principi

Con il termine sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo in grado di assicurare «il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri» *.

Oggi giorno, seguire un’alimentazione sostenibile è il primo passo per garantire al Pianeta il benessere che merita. Una scelta consapevole, insomma, che riguarda il nostro modo di stare al mondo, e che parte da quello che portiamo sulla nostra tavola. La sostenibilità alimentare è fondamentale, inoltre, anche per la nostra salute: siamo quello che mangiamo, e non lo dobbiamo dimenticare mai.
Scelte alimentari e di produzione sostenibili permettono un minor consumo di suolo, di acqua ed energia, limitando l’uso di pesticidi, la deforestazione, gli allevamenti intensivi e le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Noi di ALDI cerchiamo di fare la nostra parte, non solo rispettando tutti gli standard previsti dalla legge, ma impegnandoci ad offrire cibi sostenibili che uniscono la qualità alla convenienza.
Ma non ci limitiamo solo a questo: amiamo, infatti, la tradizione del bel Paese ed è per questo che, tra i nostri scaffali, potrete trovare sempre le eccellenze regionali del tutto BIO.

*Rif: Enciclopedia Treccani

Alimentazione sostenibile: cos’è

Dal produttore al consumatore, passando per il distributore: la strada che gli alimenti percorrono prima di arrivare sulla nostra tavola si sta pian piano riducendo. In altre parole, si sta creando una cultura alimentare diversa, fondata sulla riduzione degli sprechi e sull’attenta selezione dei prodotti biologici e dei fornitori. Ecco cos’è la sostenibilità alimentare.

È in crescita, infatti, il settore biologico certificato, che punta a promuovere un’alimentazione sostenibile che garantisca il consumo di prodotti naturali, dal punto di vista nutrizionale ed etico. Al tempo stesso, si opta per soluzioni che:
- proteggano il suolo e le risorse idriche impiegate, evitando sistemi invasivi e distruttivi dell’ambiente;
- producano basse emissioni di carbonio e azoto;
- siano attente alla conservazione della biodiversità.

I consumatori chiedono sempre più frequentemente cibo biologico, che rispetti e tuteli la natura, la stagionalità del prodotto, prediligendo realtà locali e tradizionali.
Il mercato sta vertendo sempre di più verso soluzioni a km 0, in grado di valorizzare il lavoro dell’agricoltore e le produzioni locali, riducendo i costi logistici, di stoccaggio, trasporto e conservazione degli alimenti. L’etichetta bio rappresenta una certezza per il consumatore più attento, che preferisce valutare e scegliere i produttori che danno valore alla tutela dell’ecosistema, alla qualità della vita dei loro animali, alla scelta di tecniche di agricoltura biologica.

Alimentazione e sviluppo sostenibile: il binomio perfetto

Sviluppo sostenibile e alimentazione sono strettamente correlati. Le nostre scelte sono importanti, a partire dai prodotti che portiamo sulla nostra tavola. Non dobbiamo dimenticare mai che siamo chiamati in prima persona nella salvaguardia nel Pianeta. Siamo i protagonisti del cambiamento, e lo siamo adesso.
Scegliere un’alimentazione sostenibile, infatti, non vuol dire solo nutrirsi con cibi biologici, nutrizionalmente sani. Vuol dire compiere un passo fondamentale per la conservazione della biodiversità e dell’ecosistema nel suo complesso. 
300 anni fa, il concetto di sostenibilità alimentare, legata alla dieta quotidiana, sembrava paradossale. All’epoca, infatti, i cibi venivano prodotti seguendo la natura e i sistemi agricoli rispettavano in tutto e per tutto l’ecosistema. Oggi, con l’aumento della popolazione e la continua richiesta in grande quantità di alimenti anche al di fuori della loro stagionalità, si sono creati modelli che non sposano la causa del Pianeta. Risulta imprescindibile, quindi, ripensare da una parte ai sistemi di produzione, e dall’altra a un’alimentazione più sostenibile possibile.

Agricoltura e allevamento biologico

Con agricoltura biologica si fa riferimento a una tecnica di coltivazione e di produzione dei prodotti alimentari rispettosa dei cicli di vita naturali; è una modalità di agricoltura che si pone l’obiettivo di minimizzare l’impatto delle attività umane sull’ambiente naturale il più possibile e i cui principi fondamentali sono i seguenti:

  • Le colture sono ruotate in modo che le risorse vengano utilizzate nel modo più efficiente;
  • Pesticidi chimici, fertilizzanti sintetici, antibiotici e altre sostanze vengono drasticamente limitate;
  • Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono vietati;
  • Vengono sfruttate risorse in loco anche per fertilizzare il terreno.

Per rispettare al meglio questi principi e far sì che le colture siano comunque altamente produttive, si ricorre a svariate tecniche naturali al 100%. Ad esempio, si attua la salvaguardia degli insetti utili, antagonisti dei parassiti; si scelgono piante più resistenti; si pratica la pacciamatura, che consiste nel coprire il terreno con fieno o erba fresca per proteggerlo dagli sbalzi termici e ostacolare la crescita delle erbe infestanti; si utilizza il sovescio, ossia la semina di alcune piante (trifoglio, veccia, crescione, valerianella, spinaci, colza etc...) che, una volta fiorite, vengono tagliate e interrate per fertilizzare il terreno e proteggerlo dall’erosione; si pratica la rotazione delle colture, che consiste nell’alternare la coltivazione di piante che migliorano la fertilità del terreno, arricchendolo di azoto, con piante che invece lo impoveriscono, sottraendo elementi nutritivi; si utilizzano concimi organici come il compost, una miscela di terra, resti vegetali e cenere.


Il nostro Paese, per quanto riguarda questa tipologia di agricoltura, è indubbiamente all’avanguardia: l’Italia è infatti collocata tra i primi posti in Europa per l’export di prodotti di origine biologica.


In Italia, inoltre, la superficie dei terreni dedicati alla coltivazione biologica è in continuo aumento: questo fenomeno non sembra riguardare unicamente il bel Paese, ma è riscontrabile anche a livello globale, dove l’interesse per il mondo “bio” è in continua crescita, pur se con forti differenze a seconda delle regioni prese in considerazione.

 
Nonostante sia più comune, parlando di biologico, pensare alle coltivazioni vegetali, alle distese di cereali e alle piante da frutta, anche l’allevamento biologico ha un ruolo fondamentale, estremamente rilevante per favorire uno sviluppo più in armonia con le leggi naturali del pianeta.


Per essere biologico un allevamento deve rispettare alcuni requisiti fondamentali, tra cui:

  • Il bestiame deve essere allevato all’aria aperta e nutrito con foraggio biologico;
  • È vietato l’impiego di razze ottenute mediante manipolazione genetica;
  • Il numero dei capi allevati, sulla superficie dell’allevamento, deve assicurare comunque che ciascun animale abbia uno spazio idoneo;
  • Le razze allevate devono essere preferibilmente locali, affinché possano integrarsi al meglio con l’ambiente e il contesto circostante;
  • Il trasporto degli animali per l’abbattimento deve essere il più breve possibile e non deve affaticare eccessivamente gli animali, non si possono utilizzare calmanti. Il carico e lo scarico del bestiame deve essere attuato in modo dolce e l’abbattimento deve essere effettuato limitando la tensione degli animali;
  • La macellazione deve essere effettuata rispettando l’identificazione e assicurando la separazione degli animali biologici da quelli convenzionali;
  • Grazie all’allevamento biologico si possono produrre alimenti più sani e naturali che non contengono residui tossici.

Packaging riciclabile

Per ridurre la produzione di plastiche, la Commissione europea ha lanciato la prima strategia contro la plastica: entro il 2030 tutti gli imballaggi, le confezioni in plastica presenti sul mercato dovranno essere convertiti in packaging riciclabile.
Il consumo di plastica monouso nel frattempo verrà ridotto e l'uso intenzionale delle microplastiche verrà limitato. Saranno anche sviluppati dei marchi per produrre plastiche biodegradabili e compostabili.

Gli obiettivi dell’Unione Europea in questa direzione, sono tre:

  • Proteggere l'ambiente dall'inquinamento da materie plastiche.
  • Promuovere la crescita e l'innovazione grazie a una nuova economia delle materie plastiche, in cui la progettazione e la produzione rispettino pienamente le necessità del riutilizzo, della riparazione e del riciclaggio.
  • Incentivare la produzione di materiali sostenibili.

Cosa facciamo noi di ALDI?

Nei nostri siti rispettiamo le pratiche stabilite per una corretta raccolta differenziata. Ogni anno monitoriamo e misuriamo il tasso di recupero e di riciclaggio dei nostri rifiuti.
Inoltre cerchiamo di facilitare la tua gestione quotidiana dei rifiuti inserendo il messaggio “Io RICICLO!” sulle confezioni dei nostri articoli, spiegando a quale tipologia di rifiuto lo stesso appartiene 
Allo stesso modo, ci impegniamo a fornire confezioni sempre più rispettose dell’ambiente!  Entro il 2020 avremo solo confezioni in carta riciclata o da fonti certificate come responsabili o sostenibili (FSC e PEFC).